I giovani di Azione Cattolica propongono un’occasione di dialogo.

Essere giovani nel 2012, è una bella impresa!
Tutto ciò che abbiamo imparato sino a ieri sembra perdere di importanza, l’idea di vivere meglio dei nostri genitori appare un sogno che l’inevitabile sveglia della crisi ha svelato riportandoci alla dura realtà delle cose.
Abbiamo vissuto per decenni, dal dopoguerra ad oggi, seguendo il miraggio di una crescita infinita e ci ritroviamo oggi, come dice Moisi, a vivere “al di sopra dei nostri mezzi in senso materiale e molto al di sotto dei nostri mezzi in senso intellettuale e spirituale“.
Il nostro stile di vita che ci veniva invidiato dal resto del mondo e che è stato raggiunto irrimediabilmente a prezzo della povertà e dell’umiliazione del terzo mondo, ha oggi rivelato tutta la sua fragilità.
Abbiamo sbagliato qualcosa?

Come se ciò non bastasse mentre la torta sembra sempre più piccola le fette più grandi finiscono in bocca a pochi e le restanti parti si dividono tra chi non può perdere i diritti acquisiti.
E chi di diritti non è ha acquisito?
I giovani sono oggi gli ultimi della nostra società accompagnati da una speranza che tende a spegnersi.
Ecco che i sentimenti di sconforto, rassegnazione, impotenza avanzano quando l’indifferenza non ha già preso il sopravvento. Altre volte la rabbia per un futuro negato porta a reazioni più o meno scomposte.
È sempre colpa degli altri, di chi ci governa, dei banchieri e dei finanzieri…
Abbiamo delegato gli altri a gestire i nostri affari e a fare i nostri interessi, non preoccupandoci dei mezzi utilizzati, purché il risultato fosse assicurato. In questo modo ci siamo disinteressati alla politica e per garantirci una vita migliore non abbiamo esitato a consumare le risorse delle future generazioni creando uno dei debiti più grandi del mondo.
Ora le strade sono due: andare via o restare.
Cerchiamo almeno di combattere e di essere artefici del nostro destino, le risorse umane ci sono, inoltre abbiamo dalla nostra parte uno dei pochi aspetti positivi della globalizzazione cioè la comunicazione e l’informazione accessibile grazie a internet e ai social network, e allora risvegliamo l’entusiasmo e la voglia di ricercare la verità propria della giovinezza!
“Noi Giovani di A.C. non ci sentiamo indifferenti o rassegnati e non ci vorremmo nemmeno limitare all’indignazione, abbiamo fame di cambiamento!” – Con queste parole ci siamo lasciati in un incontro il 31 Ottobre confrontandoci con il movimento degli Indignados. – “per farlo abbiamo bisogno di conoscere ciò che vogliamo cambiare: dialogo, confronto e studio sono gli strumenti con i quali vogliamo affrontare temi come l’economia, l’ambiente urbano e rurale, le tradizioni e l’identità, le relazioni sociali, l’impegno civile. Vorremmo che questi momenti fossero occasioni non solo per parlare ma per mettere insieme proposte, idee, obbiettivi da tradurre in azioni concrete verso la società e le istituzioni affinché i giovani possano dire la loro per cambiare in meglio il futuro della società partendo da Sindia”.
L’idea ambiziosa di questo percorso è pensare che visione avere dei problemi concreti della società come giovani cristiani e quali alternative proporre, le discussioni sono aperte al contributo di qualsiasi giovane del paese nella piena libertà di esprimere le idee più diverse in modo da provocare una reazione e stimolare un dialogo!
Se anche tu hai fame di cambiamento… alzati e cammina.

Sindignazione Sindia

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Fame di cambiamento

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