Appunti dall’assemblea nazionale

la delegazione diocesanaDi rientro dall’assemblea nazionale non posso ancora una volta che rimarcare “quanto è bella l’Azione cattolica!”.
Nonostante tante esperienze associative, l’assemblea nazionale ancora mi mancava! È un po’ diversa dagli altri incontri finora vissuti in quanto, partecipe come sempre della testimonianza di amore alla Chiesa e al Paese, senti in più la responsabilità di contribuire a eleggere i nuovi consiglieri nazionali, in una storia che continua e si rinnova da 142 anni ad oggi, di cui noi siamo eredi e testimoni.

Si respira forte la corresponsabilità e il carattere democratico dell’associazione che riunisce circa 900 delegati da tutta Italia e 260 uditori in rappresentanza di tutti i soci, che sino a notte tarda votano e discutono il documento assembleare, traccia per il cammino dei prossimi anni, dopo averlo letto e emendato nei lavori di gruppo della giornata. Arrivare a migliorare questo testo, magari anche solo modificandolo di una virgola, non è uno sterile e formale esercizio, ma l’opportunità di confrontarsi con un metodo di lavoro democratico e partecipato che educa i soci di AC al rispetto dei diritti e dei doveri, all’aver cura di un bene condiviso e quindi all’edificazione di un “bene comune”. Una cultura della corresponsabilità che è espressione di un forte legame di comunione, da rilanciare e rinnovare ogni volta anche nelle nostre associazioni parrocchiali e diocesana, in continuità con quanto ha fatto il precedente consiglio diocesano.
La presenza, inoltre, dei rappresentanti delle altre aggregazioni laicali e dei rappresentanti dell’Azione cattolica di altri Paesi del mondo, ha dato un carattere ecumenico e universale all’assemblea.
Così come la presenza, la stima e l’affetto di tanti Vescovi e Assistenti, del Papa (che come sempre ci ha fatto sentire la sua vicinanza), del cardinale Stanislaw Rylko (presidente del Pontificio consiglio per i laici), di Mons. Crociata e del Cardinal Bagnasco (rispettivamente Segretario generale e Presidente della CEI), non solo testimoniano la comunione con la Chiesa, ma sono un segno tangibile di incoraggiamento: il “nostro carisma formativo” – ha ricordato il presidente nazionale Franco Miano – è quello di «collaborare con la Chiesa tutta al percorso di annuncio e riscoperta della fede, aiutando ogni uomo a recuperare, nella quotidianità della propria vita – in famiglia, al lavoro, nell’impegno sociale e politico, nel volontariato, nella cultura, nel tempo libero… – la semplicità della sapienza evangelica».
Quello che di comune ha l’assemblea con ogni altro incontro associativo è la familiarità dei rapporti: ti senti sempre e comunque a casa! In mezzo ad amici e persone che hanno condiviso e condividono un tratto di strada insieme e se le responsabilità associative, nel tempo, assumono forme e connotazioni di servizio differenti, le amicizie e i rapporti personali rimangono e sono un dono prezioso che incide profondamente nella vita di ciascuno.

Raimondo Cacciotto,
Vicepresidente Settore Adulti


Vivere la fede, amare la vita
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