Mercoledì 3 maggio su Avvenire, Alberto Margoni ha tracciato una sintesi dell’incontro dei quattrocento delegati del settore giovani, riuniti a Verona ed impegnati a confrontarsi sul tema «Alta fedeltà. Educare alla passione per la Chiesa».

Molti gli spunti raccolti; tra i tanti egli sottolinea con enfasi la volontà, espressa dai vicepresidenti nazionali di AC del settore giovani, di dare inizio ad una “pastorale del lunedì capace di andare oltre il giorno di festa dove tutto sembra più bello di ciò che realmente è, per aiutarci a tenere il passo quando la fatica si fa forte, quando si inciampa, quando si incontrano le difficoltà, così da essere sentinelle capaci di individuare il punto luminoso anche quando il buio è fitto”.

Alberto Margoni – Avvenire – mercoledì 3 Maggio

Un grande quadro con una croce bianca stagliata all’orizzonte dalla quale si delinea un sentiero sul quale procedono alcune persone muovendo verso una grande croce luminosa. A fare da capofila una figura di donna, Maria di Nazareth. Questo «disegno di speranza» è stato realizzato «in presa diretta» nel corso delle due giornate che hanno visto quasi 400 giovani delegati di Azione cattolica provenienti dalle diocesi di tutta Italia confrontarsi all’Istituto don Calabria sul tema «Alta fedeltà. Educare alla passione per la Chiesa».
«Torniamo a casa consapevoli che come giovani, dentro questa Chiesa che amiamo e alla quale apparteniamo, ci dobbiamo stare tutti quanti insieme – ha affermato Simone Esposito, vicepresidente nazionale di Ac per il settore giovani -. In questo mondo a volte spaventevole ma carico di grazia, portatore di bellezza e di meraviglia» la responsabilità che i giovani di Ac raccolgono è quella «di mettere bocca, occhio, orecchio e cuore nell’annuncio del Vangelo, capaci di comprendere i segni che il Signore ha posto in mezzo a noi e che ancora oggi raccontano la sua morte e la sua risurrezione». Come via di «alta fedeltà» è stata indicata «quella di proseguire in un rinnovamento della pastorale» con percorsi formativi che comprendano «esperienze buone, relazioni serie, persone autorevoli», in contesti «di sazietà» dove spesso mancano persino le domande, «sui luoghi di lavoro, nei posti di studio, in una mobilità diventata cifra permanente del nostro essere giovani». Da qui l’esigenza «di una “pastorale del lunedì” capace di andare oltre il giorno di festa dove tutto sembra più bello di ciò che realmente è, per aiutarci a tenere il passo quando la fatica si fa forte, quando si inciampa, quando si incontrano le difficoltà, così da essere sentinelle capaci di individuare il punto luminoso anche quando il buio è fitto».
La vicepresidente Ilaria Vellani ha ricordato tra i prossimi impegni di Ac la revisione degli itinerari formativi e l’avvio con la consulta nazionale della pastorale giovanile di una riflessione e verifica del progetto catechistico della Chiesa italiana.
L’ultima mattinata di lavori si è sviluppata attorno al tema della coscienza, prendendo spunto da un brano del film «La Rosa Bianca – Sophie Scholl». Don Raffaele Maiolini, docente di Introduzione alla teologia dell’Università Cattolica (sede di Brescia), ha delineato un percorso che partendo dal dato biblico porta a comprendere come «solo nell’agire, nella relazione si struttura e si educa la coscienza». Essa domanda che «all’origine ci sia un’esperienza positiva che funga da premessa e promessa originaria che apre al futuro» e al tempo stesso una norma, «un comandamento che aiuti a rimanere nella promessa». Se è vero che nessun deficit impedisce la possibilità di decidersi e maturare, tuttavia risulta decisivo l’incontro «con una persona autorevole che ti introduca all’esperienza. Alla fine la coscienza educata aiuta la libertà a diventare sempre più consapevole e coscienziosa».

Oltre la festa, apostoli anche al lunedì
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