POZZOMAGGIORE – Domenica 8 febbraio si è conclusa la seconda tappa del cammino associativo dei ragazzi di Azione Cattolica.
Per tutti gli acierrini d’Italia il mese di gennaio è meglio noto come il Mese della Pace. Un mese speciale, che vede tutti gli associati impegnati nella ricerca del vero senso della parola PACE. I ragazzi, a dire la verità ben pochi (visto che agli incontri della domenica pomeriggio si presentano solo una quarantina di tesserati su 135), hanno evidenziato un uso sbagliato di questa parola usata troppo spesso e privata del suo vero valore.
Pace non significa solo assenza di guerra, infatti nel nostro paese non c’è nessun conflitto, ma se ci pensiamo bene non regna la pace, neanche tra i banchi di scuola. Ma allora cosa significa questa parola ? Pace è sinonimo di amicizia, del volersi bene, etc. L’elenco potrebbe continuare, ma in sintesi pace significa amare. Solo amando gli altri riusciremo a vivere la vera pace, dono di Dio.
Un significato semplice da capire, non resta che l’impegno personale per cercare di realizzarlo. E proprio con questo ideale che i ragazzi hanno deciso di concludere questo mese con una giornata speciale, la Festa della Pace, un momento per condividere con gli altri la gioia dello stare insieme, del donare e del volersi bene. Con grande entusiasmo domenica 8 febbraio i ragazzi hanno iniziato la loro festa animando la Santa Messa. Il gruppo 12/14 ha curato la liturgia della parola, il gruppo 9/11 si è occupato delle preghiere dei fedeli mentre i 6/8 hanno preparato l’offertorio portando sull’altare insieme al pane e al vino la tovaglia della pace (formata da tanti pezzi di stoffa con su scritte frasi di pace), il cero dell’acr e il mappamondo che ci ha ricordato che siamo tutti fratelli.
La giornata è proseguita con un gesto concreto di solidarietà rivolto ai ragazzi di Sarajevo. Anche quest’anno gli acerrimi, aiutati da animatori e catechisti, hanno allestito alcune bancarelle per la vendita di diversi oggetti raccolti o preparati a casa durante la settimana. Dalla vendita si sono ricavate ben 850 mila lire che sono state inviate alla Presidenza Nazionale dell’ACI con la causale pro Sarajevo. Dopo l’estenuante vendita noi animatori, catechisti e ragazzi accompagnati da padre Quintino abbiamo pranzato insieme attorno alla tovaglia della pace. E’ stato un momento di gioia e condivisione che ha fatto della giornata una vera festa.
Nel pomeriggio è stato proiettato un breve telefilm per ragazzi sulla solidarietà, seguito da una breve discussione nei gruppi di lavoro.
Alla giornata hanno partecipato poco più di 60 ragazzi, non sono tanti ma a loro e a tutti coloro che hanno contribuito per rendere ancor più bella questa festa va il nostro grazie.

Tony Calaresu

L’ACR fa festa nel segno della pace

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