Può sembrare facile ironia, ma forse già il titolo reca in sè tutta la problematicità della situazione attuale che sta vivendo l’isola.
Anni di speranze deluse, ma sempre puntualmente rinnovate, vanno a sfilare venerdì 5 febbraio per le strade di Cagliari, per una grande manifestazione che vuol chiedere rispetto per quelle speranze e per quanti, tra i lavoratori ed i loro familiari, vi hanno creduto.
Si incontreranno le speranze dei dipendenti del petrolchimico, che tanta attenzione sono finalmente riusciti ad attirare su un sistema ormai al collasso che procede nel suo degrado ormai da anni, nel silenzio dei più e nell’indifferenza.
Sfileranno le speranze di quanti vogliono mantenere il posto di lavoro, di chi denuncia la trascuratezza della classe dirigente.

Le speranze dei lavoratori costretti sulle torri per reclamare i loro diritti.
Ad andare a Roma più volte, per far capire che esistono anche loro.
Venerdì 5 la Sardegna si ferma, spero anche per riflettere sul proprio futuro. Spero tenendo a mente le parole pronunciate da papa Benedetto XVI a Cagliari durante la visita pastorale del settembre 2008, quando così concludeva la sua omelia «Nostra Signora di Bonaria, Patrona Massima e dolce Regina dei Sardi, vi guidi, vi protegga e vi accompagni sempre!»

Giuseppe Patta,
Movimento Lavoratori di Alghero Bosa

Una Sardegna in piazza, l’altra sui tetti
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